Ricordare il nostro passato è un viaggio nel tempo. Ci riporta al 1954, l'anno in cui è stata varata la prima legge, la prima volta in cui viene «concesso» anche a noi «discinetici» la possibilità di avere qualche diritto.
Da allora molta strada è stata fatta ma sempre nuove sfide ci aspettano al varco per realizzare una integrazione accettabile.
L'AIAS di Bologna si costituisce nel febbraio del 1962 per iniziativa di un gruppo di genitori e di alcuni medici specialisti come sezione locale dell'AIAS nazionale (Associazione Italiana per l'Assistenza agli Spastici), nata il 22 novembre 1954. I fondatori volevano organizzare, per i loro figli affetti da esiti di Paralisi cerebrale infantile, allora ci chiamavano «spastici» o «discinetici» , i primi centri di riabilitazione dove riponevano ogni speranza di «guarigione».
Era difficile anche darci un nome, figuriamoci quanta strada c'era, e in parte c'è, per vederci riconosciuta una qualche forma di identità.
Erano gli anni del boom economico caratterizzati da un interesse crescente per lo Stato sociale a difesa di chi è più debole, si diffonde così anche in 'Italia l'associazionismo di categoria.
Nel '68 il clima culturale cambia, ma soprattutto noi «spastici» cominciamo a manifestare esigenze più complesse, così l'AIAS degli anni '70 è impegnata in numerose battaglie per ottenere leggi migliori. Bisogna ricordare qui le leggi 482/68 sul collocamento obbligatorio, 118/71 e 517/75 sull'inserimento nelle «scuole normali» dei bambini disabili: ottenere questo non è stato per niente facile in quanto esistevano le «scuole speciali».
Si è trattata per noi di una autentica «rivoluzione culturale», pensare ed agire in termini di diritti civili e d'integrazione sociale ci ha consentito di buttare gli occhi e la mente oltre il «muro di cinta» delle tanto amate e tanto odiate «istituzioni totali», cercando di superare il vecchio assistenzialismo.
Ma, come è noto, i «muri» oltre a separare proteggono, spesso le rivoluzioni seguono percorsi tortuosi dove nel quotidiano tradizione e innovazione si scontrano e s'incontrano, magari senza mai giungere a delle sintesi organiche.
Così in quel periodo si inizia a vedere la persona disabile, non solo come bisognosa di «guarire», ma sempre più come inserita in un contesto familiare con bisogni nuovi. L'assistenza si aggiorna, e da «riabilitativa» diventa «educativa»: l'AIAS parte con «il Centro di via d'Azeglio», era il 1972, per la grande avventura della gestione dei servizi, l'associazione opera direttamente o in convenzione con Enti pubblici. All'inizio si trattava di un centro di avviamento professionale e poi nel 1978, il centro si trasforma in Centro Diurno.
Nel 1979 decolla l'Attività Equestre con l'obiettivo di mettere a disposizione della persona disabile le opportunità offerte dal cavallo che consente di fondere insieme aspetti ludici e riabilitativi. Nello stesso ambito si colloca la polisportiva SP.Q.R. (Società sportivi a quattro ruote) che ha promosso e gestito qualche anno dopo il calcetto in carrozzina.
Dal 1980 l'AIAS di Bologna è impegnata nel costruire un Servizio assistenza alla persona, per garantire alle persone disabili una permanenza confortevole nella propria abitazione attraverso un aiuto materiale e psicologico. I nostri operatori intervengono come «mediatori/facilitatori» nelle attività domestiche, scolastiche, lavorative e di tempo libero, sostenendo anche i familiari troppo spesso soli con un quotidiano che non concede tregua.
In quel periodo l'Associazione ha un ruolo di «proposta», infatti una donazione bancaria e l'opera di alcuni obiettori di coscienza e volontari motivati e competenti permettono di iniziare a sondare le possibilità che l'informatica offriva ai disabili motori. Si sviluppa così a partire dal 1981 il discorso degli ausili, strumenti tecnologici che facilitano il compimento di funzioni complesse attraverso movimenti volontari anche molto semplici.
Nel 1982 grazie ad un generoso lascito l'associazione si impegna a costruire la “Biblioteca Tamarri Fortini” come Centro di Documentazione Handicap, biblioteca specializzata sulle tematiche dell'handicap e dell'emarginazione che cura fra l'altro la pubblicazione di accaparrante.
Ma il tempo passa e si incomincia a parlare di «dopo di noi», così l'AIAS realizza un centro residenziale il primo del genere nella nostra città: la Casa di Paderno (1985) strutturato in modo da permettere alle persone disabili di vivere in un luogo adeguato, con i livelli d'autonomia possibili da parte di ciascun disabile, «emancipandosi» anche nei confronti delle famiglie. Oggi, finalmente, l'esperienza di Casa Paderno continua la sua travagliata «esistenza», dopo anni di provvisorietà presso la residenza protetta per anziani «I platani», in una nuova adeguata struttura presso le «Caserme rosse».
Sempre in quel periodo, per favorire gli spostamenti delle persone disabili a mobilità ridotta, nasce una delle prime scuole guida per disabili mettendo a disposizione un'auto attrezzata ed un istruttore specializzato.
Nel 1987 il lavoro sugli ausili trova un riconoscimento ufficiale e nasce, dall' incontro fra USL 27 Bologna Ovest (oggi Azienda USL Città di Bologna) e A.i.a.s di Bologna, l'Ausilioteca. E' tuttora un luogo di incontro permanente tra molte realtà nazionali e internazionali e di sperimentazione nell'uso di ausili nel quotidiano nel campo educativo e riabilitativo .
Verso la fine del decennio si forma il centro per adolescenti “Fandango” (1989), un progetto sperimentale strutturato per sostenere i bisogni di giovani appartenenti ad una fascia di età critica: l'adolescenza. Fandango si occupa soprattutto del desiderio di evasione e di divertimento del gruppo, si organizzano come sfida alle barriere architettoniche e culturali, nascono i primi progetti di soggiorni all'estero.
Tante attività innovative richiedono nuove modalità di azione e quindi si affermano professionalità che in precedenza erano scarsamente riconosciute: gli Educatori professionali e gli Assistenti di base.
Il decennio 1990-2000 è caratterizzato, per esigenze economico/gestionali, dal distacco di alcune attività che si sono rese autonome: le varie attività sportive promosse dall'associazione fin dagli anni '70 si sono riunite formando l'associazione Aiasport; il Centro di Documentazione Handicap si è reso indipendente diventando associazione culturale.
Verso la fine degli anni '90, si fa strada la «nuova» modalità di agire «per progetti»: è un diverso modo di finanziare e gestire interventi in ambiti dove l'associazione vanta titoli di eccellenza: servizi alla persona, ausili tecnologici, lotta contro l'esclusione sociale ecc.. Così l'AIAS può operare in contatto con partner italiani ed europei e grazie a finanziamenti dell'Unione Europea, di Enti Pubblici e Privati nazionali.
Tra i progetti realizzati e quelli in corso ricordiamo:
- OBIETTIVO FAMIGLIA : un progetto a sostegno dell'infanzia e della genitorialità
- ZEROSEIANNI: s ostegno ai genitori dei bambini portatore di gravi patologie congenite.
- LA STANZA DEI GIOCHI: Un luogo dove i bimbi insieme ai familiari possano svolgere attività ludiche organizzate specificamente per bimbi con deficit gravi e gravissimi.
- GIOCARE, GIOCARE INSIEME, GIOCARE TUTTI: P romuovere il valore della condivisione di spazi realmente accessibili a tutti.
- CASA AMICA: un appartamento dotato di ausili e soluzioni studiate appositamente per le persone disabili, con funzioni di accoglienza e mostra permanente. In collaborazione con Ausilioteca e Centro Regionale Ausili della Regione Emilia Romagna.
- TEMPO LIBERO: Proposte di svago, cultura e socializzazione rivolte a persone disabili.
Negli ultimi anni si sono palesate alcune difficoltà nella gestione operativa e un relativo ridimensionamento della nostra presenza sul territorio. L'associazione ha:
- dovuto, con una scelta dolorosa ma necessaria, rinunciare al SAD adulti;
- preso atto della impossibilità di partecipare alla gara per la gestione del servizio di trasporto speciale.
La buona reputazione dell'AIAS nell'ambito del sociale bolognese testimonia il suo impegno e la sua costante attività svolta a favore delle famiglie con figli disabili.
Il merito è da attribuire alle tante persone che si sono impegnate per l'associazione; elencarle tutte è impossibile ma crediamo sia giusto ricordare almeno coloro i quali si sono assunti l'onere/onore di ricoprire, negli anni, la carica di Presidente.
1. 1962 - Barbieri Giorgio
2. 1964 - Barbieri Giorgio
3. 12/12/1964 - Marchiani Bianca
4. 1965 - Biavati Dante
5. 1967 - Ricci Italo
6. 1970 - Pieri Piero
7. 1973 - Pieri Piero
8. 1979 - Montanari Rino
9. 1985 - Lenzi Enrica
10. 1988 - Lenzi Enrica
11. 1991 - Lenzi Enrica
12. 1994 - Chiusoli Iole
13. 1997 - Lenzi Enrica
14. 2000 - Lenzi Enrica
15. 2003 - Lenzi Enrica
16. 2006 - Lenzi Enrica





