banner aiaslogo aias 50 anni
english version
english version
bandiera francese
logo comitato regionale
Comitato Regionale AIAS dell'Emilia Romagna


Logo Forum Terzo Settore di Bologna
European Care Certificate
LogoEASPD Improving Services Improving Lives

Associazione di Ricerca e Formazione per l’Integrazione delle persone disabili in Europa

Rete italiana dei Centri ausili elettronici ed informatici per disabili

Association for the Advacement of Assistive Technology in Europe

Associazione Italiana Ambient Assisted Living

International Society for the advancement of Augmentative and Alternative Coimmunication

 

 

Accessibilità delle sale cinematografiche


Rilevazione effettuata dall'Associazione Paraplegici Emilia Romagna sez. di Bologna in collaborazione con AIAS Bologna onlus - dicembre 2003

Considerazioni finali

L'indagine sull'accessibilità dei cinema di Bologna è stata molto lunga e complessa.
Il problema principale e stato quello degli orari; per poter accedere alle sale illuminate per un sopraluogo approfondito era necessario essere presenti o prima o all'intervallo o alla fine degli spettacoli.
Quindi in una sera si potevano verificare al massimo pochi locali. Le sale verificate sono state 56.
Un altro problema che ci ha fatto perdere vari mesi è stato quello della chiusura estiva, alcune locali chiudono a giugno e riaprono ad ottobre.
Per il resto il personale con cui abbiamo relazionato è sempre stato disponibile ed esaustivo ad ogni nostra domanda.

Ringraziamo quindi tutti gli esercenti e i dipendenti dei locali per la loro disponibilità.

Il poter frequentare il cinema per le persone con impedita o ridotta capacità motoria è molto sentito e desiderato.
E' un momento di socializzazione importante e un diritto sancito dalle leggi dello Stato.
La realtà bolognese purtroppo non incoraggia la frequenza di questo genere di locali.
I locali a norma sono l'eccezione e non la regola, le barriere architettoniche tante e a volte impossibili da superare.
La sensibilità e la volontà di fare qualcosa scarsa e più che altro fatta di molte parole e pochi fatti.
I gestori dichiarano che con la crisi che ha investito il loro settore da ormai molti anni non è possibile fare investimenti importanti nei locali, fra i quali quelli necessari a mettersi a norma sulle leggi dell'abbattimento delle barriere architettoniche.
Certo che se i locali non sono accessibili i clienti disabili non vi possono entrare e la crisi, seppur di poco, non può che aggravarsi.
A volte i problemi nascono dalla poca preparazione dei tecnici (geometri, ingegneri, architetti) che effettuano interventi di ristrutturazione e quindi di adeguamento alle norme; così capita che sale di recente ristrutturazione non ottemperino efficacemente alle norme.
Gli stessi tecnici anche nel caso in cui progettano tutto a norma di legge non hanno la sensibilità di dare "qualità" al loro intervento rendendo così il loro sforzo completamente inutile e canzonatorio per le persone che vivono in carrozzina.
Un esempio: una multisale ristrutturata da poco aveva l'obbligo di creare nella sala due piazzole in cui si sarebbero poste le carrozzine; ebbene le piazzole ci sono ma situate in prima fila (2 m dallo schermo) e all'estrema sinistra!
Sfido chiunque a vedere uno spettacolo in quel modo.

Nella nostra società c'è ancora molto da fare per avere una cultura che comprenda l'accessibilità universale, ci siamo messi a disposizione di chiunque abbia voglia di allargare i propri orizzonti in questa direzione.

Un altro nodo che è venuto fuori nell'inchiesta è stato la modalità di pagamento dell'ingresso allo spettacolo per il disabile e il suo eventuale accompagnatore.
Qui le proposte sono le più svariate dal "pagano entrambi" al "non paga nessuno".
La nostra associazione da alcuni anni ha adottato l'etica del "cittadino consumatore".
Si basa sul principio che in una società tutti i cittadini hanno uguali diritti e doveri e che un consumatore pagando quello che gli spetta (dovere) ha diritto ad una prestazione di qualità.
Quindi riteniamo fondamentale che il disabile paghi il proprio biglietto e dall'altra parte l'esercente gli dia una prestazione di qualità analoga a quella di tutti gli altri suoi clienti (numero posti congruo, qualità visione buona e naturalmente rispetto delle norme).
Nel caso, poi, del disabile che necessiti di accompagnatore riteniamo che esso debba essere considerato come un "ausilio" necessario e indispensabile per poter accedere alla prestazione e che quindi debba rientrare nel costo del biglietto pagato dal disabile; in definitiva l'accompagnatore dovrebbe usufruire di un ingresso omaggio.
Non esistono norme che regolano questa materia e fino ad oggi ogni gestore o organizzatore di eventi si è sempre regolato come riteneva più opportuno; riteniamo necessario che l'associazione di categoria detti opportune regole ai suoi associati.
Sarebbe, infatti, molto più chiaro e semplice l'accesso agli spettacoli se la modalità di pagamento per le persone disabili fossero uniformi per tutti gli esercizi.
Sarebbe anche opportuno che una volta individuata la modalità ritenuta più consona essa venga affissa in chiare lettere presso la cassa, insieme a quelle dei militari, degli anziani o dei soci AGIS.
Siamo disponibili al confronto con l'associazione di categoria per il raggiungimento di questo scopo.

Concludo, quale amante del cinema, con il rammarico che molte sale del centro storico, pensino di chiudere per motivi di bilancio.
Le multisale rispettano le norme (ma non sempre danno buona qualità al servizio) ma non hanno la stessa atmosfera delle vecchie sale della città, sarebbe auspicabile da parte del governo cittadino incentivi alla ristrutturazione che comprendessero naturalmente anche l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Con l'incrollabile fiducia che il mondo a poco a poco migliorerà e diventerà più giusto, saluto tutti e ringrazio per l'attenzione che mi avete rivolto.

Carlo Vicinelli