Rilevazione delle caratteristiche necessarie alla frequentazione dei parchi pubblici e dei centri gioco da parte dei bambini disabili
Relazione a cura di Simone Gamberini e Sara Tarenzi
Ai fini del seminario promosso dall'AIAS Bologna onlus dedicato al gioco dei bambini, ci è sembrato giusto individuare quali fossero i principali luoghi ricreativi e di svago disponibili nella nostra città e di verificarne la loro compatibilità rispetto alle esigenze del mondo della disabilità.
Abbiamo individuato tali luoghi nei parchi pubblici e nei centri gioco, pertanto, nel corso dell' ultimo anno, ci siamo recati in questi luoghi, avendoli scelti sulla base di vari parametri, tra i quali: la loro collocazione nel territorio, i possibili servizi offerti e di conseguenza, la loro importanza.
Parchi gioco:
Per quanto riguarda le aree verdi, i criteri di valutazione più efficaci ai fini della nostra ricerca sono stati quelli di verificare la presenza di giochi adattati, la loro accessibilità e la percorribilità dei parchi.
Per gioco adattato intendiamo una struttura che permetta l'accesso e l'utilizzo da parte di bambini con difficoltà motorie di diverso grado attraverso l' uso di rampe per le carrozzine e sostegni, mentre per accessibilità ai giochi adattati ci riferiamo alla possibilità di raggiungerli in maniera più o meno agevole. La percorribilità del parco ne indica invece la fruibilità attraverso la rilevazione di percorsi agibili e la presenza di eventuali impedimenti. Per quanto riguarda quest' ultimo punto abbiamo ritenuto importante prendere in esame i diversi livelli di accessibilità e riassumerli nelle seguenti categorie:
- totalmente autonoma;
- con la presenza di un accompagnatore a cui sia richiesto un minimo sforzo;
- con accompagnatore a cui sia richiesto un impegno maggiore;
- totalmente inaccessibili.
Va sottolineato che l'impiego di carrozzine elettriche richiede l'accessibilità totale, in quanto non sono in grado di superare i dislivelli.
Un altro parametro di valutazione è stato la presenza o meno di servizi igienici per disabili, la presenza e l'accessibilità ai telefoni pubblici e ai punti di ristoro, qualora ve ne fossero.
I risultati che abbiamo ottenuto, per quanto riguarda le strutture-gioco adattate, non hanno portato ad esiti positivi in quanto, tranne rarissimi casi, quali i Giardini Margherita e il Parco Acerbi, in nessun parco tali strutture sono state installate.
Nel caso dei Giardini Margherita, la presenza di giochi adattati ci è parsa inoltre del tutto casuale, dettata non tanto da un'intenzionalità, quanto da un'esigenza di arredo urbano.
Il Parco Acerbi è stato al centro dell'iniziativa "P.A.S.S.O." (Progetti, Ausili, Soluzioni per lo Sviluppo di Opportunità a favore dei disabili), promossa dall'A.I.A.S. nel 2000 che prevedeva l'installazione di giochi adattati e l'abbattimento delle barriere architettoniche, per questo, al momento, risulta essere ancora l'unico parco totalmente fruibile da parte dei disabili.
Come progetto pilota risulta totalmente riuscito e merita perciò di essere preso a modello per adeguare anche gli altri parchi già esistenti e per realizzare quelli futuri.
Abbiamo notato che in tutti i parchi visitati sono sempre presenti giochi non adattati e per questo non usufruibili da parte dei bambini disabili e spesso anche irraggiungibili a causa della mancanza di qualsiasi percorso.
Del resto, gli ostacoli e le difficoltà che riguardano l'accessibilità delle carrozzine per disabili, ci sembrano in definitiva le stesse che possono incontrare i passeggini., motivo che accresce la necessità di intervenire per migliorare la vivibilità dei parchi pubblici.
La permanenza di una persona disabile all'interno di un parco pubblico, è legata alla possibilità di poter usufruire di servizi igienici adattati; in tal senso ne è stata verificata la presenza ed è risultato che, anche nei parchi più grandi e maggiormente frequentati, tali strutture scarseggiano e, nel caso vi siano, sono difficilmente individuabili per mancanza di segnaletica.
Da ultimo, ma non per questo di minor rilevanza, va segnalato che l'ingresso ai parchi è spesso ostacolato da barriere architettoniche, quali gradini, rampe che non rispettano una pendenza inferiore all'11% o cancelli che non si aprono completamente.
Inoltre, quasi nessuno dei parchi visitati possiede parcheggi riservati per disabili.
Per concludere, abbiamo notato come la frequentazione dei parchi da parte di disabili, sia influenzata in primo luogo dalla vicinanza alla propria abitazione e ai centri diurni per disabili, inoltre dalla possibilità di potere utilizzare i servizi igienici, dalla percorribilità del parco e dalle sue attrattive; in tal senso, ai fini di un eventuale e quanto mai auspicabile intervento di adattamento dei parchi gioco, questi sono aspetti che devono essere tenuti nella giusta considerazione.
Centri gioco:
La nostra ricerca sull'accessibilità e la frequentazione dei luoghi di divertimento dedicati all'infanzia si è estesa ai centri gioco (S.E.T.) che ci sono stati segnalati, previa autorizzazione dell'Assessore alle Politiche Sociale e dei Pedagogisti di Quartiere.
Prendendone a campione circa uno per quartiere, ci siamo accertati che in questi vi fosse una frequentazione da parte di bambini disabili nel corso dell'ultimo anno e negli anni precedenti, della loro fascia di età, della presenza di giochi adattati e dell'accessibilità dei centri.
I risultati che abbiamo ottenuto hanno messo in evidenza come la presenza di bambini disabili sia, in generale, relativamente scarsa. Infatti la frequentazione media relativa all'anno scolastico 2001-2002, è di otto bambini di età compresa tra i cinque e i tredici anni. distribuiti tra nove centri visitati.
Negli anni precedenti, il numero dei bambini disabili di età compresa tra gli zero e i tredici anni era approssimativamente di dodici, ma i dati che ci hanno fornito gli educatori non possono essere precisi, in quanto per frequentare i centri gioco non è necessario fornire alcuna documentazione dell'handicap.
Un altro dato importante che abbiamo potuto constatare riguarda la mancanza totale di giocattoli adattati in tutti i centri visitati, pertanto nella maggioranza dei casi i bambini disabili giocano nelle stanze morbide, nelle vasche con le palline, partecipano a giochi di simulazione e a laboratori artistici - manuali guidati da educatori o in compagnia dei propri genitori.
Per quanto riguarda l'accessibilità ai centri, abbiamo rilevato come negli ingressi sia spesso presente almeno un gradino, lo stesso vale per i marciapiedi adiacenti.
In due casi abbiamo ci siamo imbattuti nella totale inaccessibilità di centri presi in esame perché situati ad un piano rialzato e privi di ascensore.
Non abbiamo riscontrato la presenza di parcheggi riservati per disabili e abbiamo inoltre rilevato la presenza di un solo servizio igienico adattato su nove centri presi in esame.
Come per i parchi gioco, l'accessibilità è spesso difficoltosa, a volte negata, la presenza di giochi adattati è persino assente.
Queste mancanze sono a nostro avviso il segno di una impreparazione ad accogliere adeguatamente nel mondo del gioco i bambini disabili negando il loro diritto a vivere pienamente il loro desiderio di socializzazione.








