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Accessibilità delle Piscine di Bologna e Provincia

Rilevazione effettuata dall'Associazione Paraplegici Emilia Romagna sez. di Bologna in collaborazione con AIAS Bologna onlus - periodo gen.- apr. 2003

CONSIDERAZIONI

L'acqua è un elemento fondamentale per l'uomo, lo è ancor di più per quegli individui in cui la disabilità ha reso difficoltosi i movimenti vitali di tutti i giorni; l'acqua da libertà, annulla la gravità, è confortevole e sicura, è ottima per la riabilitazione e per lo sport, è piacevole, rilassante e tonificante.

È per queste ragioni che abbiamo deciso di effettuare quest'inchiesta sulle piscine della nostra città; e dopo l'inchiesta abbiamo intenzione di batterci perché tutti i problemi da noi rilevati siano risolti dando così a tutti i cittadini la possibilità di accedere all'acqua.
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In generale a Bologna le piscine, come potete rilevare dai grafici, non sono facilmente accessibili da persone con ridotta o impedita capacità motoria (in particolar modo in carrozzina).

La maggior parte delle piscine sono state costruite prima della legge n°13 del 1989 e quindi non tenute normativamente ad essere adeguate alle esigenze delle persone disabili.

Va però detto che rispettare le leggi sull'abbattimento delle barriere architettoniche soddisfa il criterio d'accessibilità, ma non quello di rendere veramente fruibili con soddisfazione e praticità gli impianti sportivi.

Infatti nessuna norma richiede un lettino di altezza uguale a quella della seduta in carrozzina (48-50cm) di dimensioni adeguate (80x180cm, tipo lettino da fisioterapia) che permetta così più agevolmente l'operazione del vestirsi e svestirsi; nessuna norma richiede che lo spogliatoio per disabili comprenda anche la doccia (a pavimento con maniglioni e sedile ribaltabile) ma questo accorgimento renderebbe molto più funzionale il lavarsi e il cambiarsi (un grosso problema nasce quando il disabile e l'accompagnatore non sono dello stesso sesso; in che docce si va?); sarebbero anche molto utili una congrua dotazione di carrozzine comode (da doccia) ed infine studiare un metodo innovativo e pratico per l'ingresso in vasca.

Un altro problema molto sentito da una parte delle persone disabili è la temperatura dell'acqua, dell'ambiente adiacente la vasca e dello spogliatoio (questo vale sopratutto d'inverno); le norme, per l'acqua, indicano una temperatura massima (28° per questioni d'igiene) ma per la maggior parte dei disabili fisici l'acqua risulta troppo fredda. I consigli che diamo sono:

  • di costruire una piscina che abbia le caratteristiche di temperatura ottimizzate per le persone disabili;
  • di riservare alcuni giorni e determinate ore in cui la temperatura viene alzata (ad es. 33°), la temperatura dell'ambiente automaticamente aumenterebbe e per lo spogliatoio si potrebbero utilizzare degli scaldini elettrici tipo caldo-bagno.


Di seguito i suggerimenti che ci permettiamo di dare, singolarmente per ogni impianto, che rendereb-bero fruibili a tutti le piscine bolognesi.

Piscine comunali:

  • Cavina: l'impianto è in fase di ristrutturazione, un colloquio con i progettisti a chiarito tutte le problematiche d'accessibilità, restiamo in attesa della fine dei lavori disponibili sempre al confronto coi tecnici, dovrebbe diventare un'impianto accessibile.
  • Arcoveggio: piscina di recente ristrutturazione (1994), viene considerata la piscina "accessibile" di Bologna ma qualcosa si può migliorare: il lavandino del bagno x disabili ha il comando a piede(?) e lo specchio è troppo alto, il lettino per spogliarsi e troppo alto e stretto ed infine il percorso per la vasca non è perfettamente fruibile (un cunetta di scolo con immediatamente dopo una salitina).
  • Stadio: ristrutturata per i mondiali di calcio non ottempera alle norme sull'accessibilità; è un problema fin dal cancello d'ingresso (con dissuasore per motorini), l'entrata principale ha i gradini (non sono accessibili gli uffici, la biglietteria, il servizio ristoro e gli spazi per il pubblico), l'entrate secondarie (donne e uomini separati) immettono direttamente negli spogliatoi dove manca il lettino per cambiarsi ed infine non è in dotazione né un sollevatore per l'ingresso in acqua né sedie a rotelle da doccia.
  • Spiraglio: per rendere accessibile e comodamente utilizzabile quest'impianto basterebbero pochi cambiamenti. L'ingresso e scomodo e mal raccordato col piano stradale, sarebbe utile la doccia direttamente nello spogliatoio, in cui manca l'armadietto e il phon, il passaggio nella vasca lavapiedi e scomodo perché le rampe che scendono e risalgono dalla vaschetta non sono a norma, il sollevatore per l'ingresso in vasca non funziona sempre e non si sa con precisione chi ne abbia la gestione, non sono in dotazione carrozzine da doccia.
  • Sterlino: impossibile per i disabili; per rendere accessibile questo impianto sarebbe necessario un grosso intervento ristrutturativo, confidiamo che il comune lo abbia messo in agenda per i prossimi anni.
  • Piscina universitarie:

  • Record: impianto in fase di ristrutturazione, per ora non è assolutamente accessibile.

Piscina della provincia:

  • Tanari: piscina inaccessibile

Piscine private:

  • Villaggio del fanciullo: finita di ristrutturare nell'estate del 2003, nonostante i suggerimenti la piscina non è usufruibile in piena autonomia dalle persone disabili, manca un lettino nello spogliatoio, e la pendenza delle vaschette lavapiedi non è a norma. Con poco si poteva fare molto di più!
  • Aeroporto: impianto non accessibile non si prevedono ristrutturazioni.
  • Silhouette: impianto nel centro storico totalmente inaccessibile.
Nome impianto
Accessibile
totalmente
Accessibile con
accompagnatore
Non accessibile
Note
Cavina
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X
in ristrutturazione (prevista l'apertura fine 2003)
Arcoveggio
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X
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Stadio
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X
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Spiraglio
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X
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Sterlino
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X
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Record
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X
in ristrutturazione (prevista l'apertura fine 2004)
Tanari
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X
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Aeroporto
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X
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Silhouette
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X
non rilevata contattati telefonicamente (troppe barriere)
Villaggio del Fanciullo
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X
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Finita di ristrutturare nell'estate del