La Piazza di Savena - giovedì 10 novembre 2005 - pag. 10
Da oltre 40 anni Aias difende i diritti dei disabili, li assiste e ne migliora la condizione di vita
Passione nell'assistenza all'handicap L'associazione di via Ferrara 32 eroga servizi a più di 450 persone bisognose di sostegno
di Enrico Neri
La sua carta d'identità riporta la data febbraio l962, nata dall'unione tra genitori di ragazzi disabili e tecnici delta riabilitazione. Questa è l 'Aias (Associazione italiana assistenza spastici), organizzazione senza fini di lucro the da oltre quarant'anni a Bologna difende i diritti delle persone disabili e cerca di migliorarne il più possibile le condizioni di vita. Perchè il lavoro di queste persone è cosi importante per i disabili? Un esempio è meglio di mille parole. Mentre aspettiamo di parlare con Alberto Manzoni , coordinatore delle attività di tempo libero e volontariato dell'associazione, siede vicino a noi un ragazzo disabile, completamente assorto nei propri pensieri. Non appena Manzoni arriva, ecco che il ragazzo gli va incontro: è venuto qui per dire ad Alberto che vuole andare a Venezia a visitare la Biennale, è venuto a chiedergli di organizzare la gita, e non appena riceve risposta positiva, sul suo viso compare un sorriso felice. "io mi occupo di questo - racconta Manzoni - gestisco la logistica delle attività di tempo libero. Una persona viene qui, dice the vuole andare ad un concerto, o semplicemente al cinema o a teatro e noi ci occupiamo dell'organizzazione; contattiamo le strutture, compriamo i biglietti, prendiamo il pulmino ed insieme ai volontari che gratuitamente collaborano con noi, organizziamo l'uscita. Il mese scorso ad esempio, siamo andati al concerto di Jovanotti"
Ma attività di tempo libero e volontariato non sono che una delle molteplici attività di cui I'Aias, che conta circa 170 soci, 40 volontari, 100 dipendenti si occupa, erogando servizi a circa 460 disabili. Prima di tutto c'è il servizio di assistenza domiciliare che permette ad oltre 50 persone disabili di restare nel proprio ambiente di vita garantendo loro assistenza ed aiuto ai nuclei familiari in difficoltà. C'è poi il centro residenziale per l'assistenza alle persone con handicap senza famiglia, la Stanza dei Giochi per il gioco e la socializzazione fino ai 6 anni, il centro diurno Fandango per gli adolescenti disabili e altri servizi ancora. Infine c'è l' Ausilioteca , un centro attivo già dagli anni '80, punto di riferimento per fare ricerca, sperimentazione e diffusione di strumenti tecnologici che possano aiutare i disabili nelle più svariate attività quotidiane. "Abbiamo ad esempio creato insieme all'Usl - racconta Carlo Ciccaglioni dell'Aias - un appartamento ad alta tecnologia, la Casa Arnica , dove la persona possa provare per qualche tempo strumenti tecnologici che gli possano rendere migliore la vita. Sto pensando ad esempio a mobili che con un motorino elettrico ed un telecomando si possano abbassare








