banner aiaslogo aias 50 anni
english version
english version
bandiera francese
logo comitato regionale
Comitato Regionale AIAS dell'Emilia Romagna


Logo Forum Terzo Settore di Bologna
European Care Certificate
LogoEASPD Improving Services Improving Lives

Associazione di Ricerca e Formazione per l’Integrazione delle persone disabili in Europa

Rete italiana dei Centri ausili elettronici ed informatici per disabili

Association for the Advacement of Assistive Technology in Europe

Associazione Italiana Ambient Assisted Living

International Society for the advancement of Augmentative and Alternative Coimmunication

 

 

Progresso tecnologico e esclusione

Finita Handimatica qui a Bologna, la nostra attenzione si sposta a Vienna, dov’è in corso la conferenza ministeriale sulla eInclusion (la partecipazione di tutti alla società dell’informazione e della comunicazione). Per tre giorni (fino a 2 Dicembre) rappresentanti della società civile, di aziende, politici e ricercatori discutono del problema dell’accesso e l’utilizzo delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione da parte di persone a rischio di esclusione dei benefici della rivoluzione tecnologica. In modo particolare si tratta di persone con disabilità, anziani, persone con basso redito, migranti. Il problema di fondo è come evitare che tecnologie utili che potenzialmente possono contribuire a  diminuire l’esclusione e favorire la partecipazione, per la velocità della loro introduzione, la complessità e i costi, creano nuove distanze e esclusioni, piuttosto di superarli. Molto dipende dallo sviluppo di servizi e prodotti semplici e utili, con interfacce ancora più semplici, chiare e accessibili a tutti. Ciò, per ora, non toglie niente al fatto che ancora per decenni il ruolo degli ausili tecnologici specifici rimarrà importante per sostenere e potenziare percorsi di autonomia.
Inoltre qui a Vienna si parla dei possibili benefici per le aziende che gestiscono servizi per persone disabili e anziani. Loro si aspettano per l’immediato futuro che tecnologie come il telemonitoraggio e la teleassistenza possono ridurre i costi del personale e, infatti, in tutto Europa esistono progetti sperimentali e meno sperimentali che cercano di dimostrare che ormai il mercato è pronto per una diffusione massiccia di questi servizi. Naturalmente si cerca di guardare oltre il muro del presente ragionando sullo sviluppo demografico, le spese della sanità e dei servizi sociale, senza perdere d’occhio il fattore umano, ma la vigilanza di associazioni come AIAS deve rimanere alta per evitare che alla fine tutto ciò si traduce soltanto in una riduzione dei costi o profitti per i gestori, ma soprattutto in una migliore qualità della vita per le persone con disabilità.

IL dibattito prosegue.

Evert-Jan Hoogerwerf