UNA STORIA di Monica Bellotti
La maggior parte della gente, quando mi vede, mi chiama infelice, ma io non lo sono perché, da luglio, la mia felicità si chiama Luigi.
Luigi è bello, è allegro, è solare, lavora sodo ed è amico di tutti, è più giovane di me, ma, soprattutto, non è disabile.
Eravamo al mare e, una sera, lui, guardandomi, si è accorto che ero turbata, con una sensibilità che poche persone, fino ad allora, mi avevano dimostrato, mi ha avvicinata e mi ha chiesto il perché…come potevo rispondergli "perché ti amo"?
Io non ho la parola , ma con Luigi non ho dovuto parlare: gli è bastato guardare i miei occhi per capire.Poi come risposta , dolcemente, mi ha baciata. Noi disabili abbiamo imparato a non meravigliarci più di niente, ma quel bacio mi ha rubato il respiro e, per la prima volta in vita mia, sono rimasta confusa e senza fiato. Ricordo che ho pianto e, fra i singhiozzi gli ho chiesto perché avesse voluto compiere quel gesto. E' stato allora che lui, semplicemente, mi ha detto:"perché ti amo".
La mia felicità è tutta qui, in un bacio d'amore rubato in una sera d'estate, il primo vero bacio che ho ricevuto da un uomo come donna e non come handicappata. Un bacio che sapeva di vero, un fuoco che si è acceso nel mio cuore e saprà scaldare i lunghi inverni che mi attendono. Ormai, però, non ne ho più paura, perché ho assaporato l'amore e questo amore sarà la mia scoperta.



