Il Progetto Moving out! Vivere da soli, ma non essere soli è un Progetto Abitativo realizzato con il contributo della Fondazione Carisbo e costruito attraverso un percorso multidisciplinare dedicato ad accompagnare persone con disabilità o disagio, ed i propri familiari, verso l’autonomia abitativa e l’integrazione sociale. Il progetto si rivolge a persone con disabilità, congenita o acquisita, maggiorenni, pluri-svantaggiate e residenti sul territorio cittadino. Un’attenzione particolare verrà posta alle richieste di donne con disabilità, giovani coppie e persone giovani che desiderano andare a vivere da soli, emancipandosi dalle famiglie di origine e mettendosi in gioco per divenire protagonisti attivi del proprio progetto esistenziale.

AIAS Bologna onlus propone ­– quali Enti istituzionali locali e partner essenziali per la fattibilità e la sostenibilità progettuale – ACER Bologna ed il Comune di Bologna, in un coinvolgimento sinergico per rispondere in maniera efficace ai bisogni del territorio.

Il Progetto è centrato sull’autonomia abitativa, in una nuova ed originale forma di residenzialità partecipata, integrata dalle tecnologie e supportata dai servizi. La propria casa può diventare attiva e interagire con le persone al suo interno e all’esterno, attraverso le integrazioni tecnologiche, la domotica, i dispositivi ICT ormai diffusi e conosciuti ma anche educativa e sociale. L’ abitazione tipo del progetto è quindi interattiva e completamente accessibile; sarà progettata per favorire l’inclusione al suo interno ma anche verso l’esterno, inserendosi in rete sia in un ambito più ristretto (il quartiere) sia in un ambito allargato (la città). Attraverso una presa in carico più leggera e flessibile la casa diventa anche educativa, fornendo strumenti per la gestione di nuovi ambiti di autonomia e dei propri bisogni, e nello stesso tempo sociale, in quanto agevola le reti con i servizi, le persone e le opportunità offerte dal territorio.

Le persone, attraverso la casa e le tecnologie in essa integrate, non sono sole e potranno essere in rete tra loro e con il mondo esterno alla casa, per attività di vario genere (sociali, sanitarie, culturali, commerciali, ecc.), ma anche, ad esempio, per il contatto con servizi di assistenza a distanza, che può integrare quella domiciliare e quella fornita presso i centri di servizio istituzionali (il progetto internazionale ProACT, in Horizon2020, a cui partecipa AIAS). L’integrazione sarà tecnologica e sociale insieme, diventando mezzo educativo e di inclusione: è questa la connotazione maggiormente originale e innovativa del Progetto. Essere da casa connesso in rete, favorisce l’integrazione sociale e l’accessibilità relazionale delle persone con disabilità o svantaggiate.

In questo senso si propone anche l’introduzione della sperimentazione di un portierato sociale virtuale, connesso tramite piattaforma web e strumenti di rete con i partecipanti al progetto, a cui verranno affidati compiti di coordinamento, assistenza e supporto primario, nonché di raccordo con le figure educative e sociali previste. Il portiere sociale virtuale rappresenterà quindi lo sviluppo 2.0 della figura di portiere sociale (esperienza già avviata da AIAS e in attualmente atto in due differenti realtà cittadine, quali il Condominio partecipato di Bovi Campeggi e il Cohousing L’Oasi di Via Barozzi, con ruolo assegnato a due persone con disabilità residenti.

Il portiere sociale virtuale sarà un’opportunità lavorativa assegnata ad una delle persone con disabilità coinvolte nel progetto, che avrà la possibilità di acquisire le competenze informatiche di base necessarie spendibili, all’occorrenza, anche in altri ambiti lavorativi. Ulteriore aspetto innovativo è la distribuzione sul territorio degli appartamenti individuati. In linea con le politiche del Comune di Bologna, l’idea di poter avere degli alloggi su più zone del territorio comunale permette di andare incontro all’esigenza di evitare l’isolamento delle persone con disabilità o svantaggiate e diffondere la cultura della diversità e della collaborazione integrativa.

Ai partecipanti che aderiranno al progetto, sarà offerta la possibilità di emanciparsi dalla famiglia o dal contesto abitativo istituzionale e/o di transizione e di acquisire le proprie autonomie in un contesto di comunità, coltivando e mantenendo le relazioni e l’affetto con essa. Ci si attende che l’esperienza sia riconosciuta come buona pratica che possa essere replicata in futuro in altri contesti e territori.

Per informazioni: Valentina Fiordelmondo
vfiordelmondo@aiasbo.it – 051 454727